Napolitano e la doppia verifica

Il Quirinale dovrà vigilare sull’attività delle Camere ma anche sui progetti di “congelarle” con la forza e con i carabinieri. Interrogato dai giornalisti mentre si trovava in visita a Praga, Giorgio Napolitano ha risposto ad alcune domande sulla legge del rpocesso breve approvata alla Camera e trasmessa ora al Senato. Ha detto, in sostanza, di voler verificare gli effetti della legge ancora prima della sua approvazione finale.
16 AGO 20
Immagine di Napolitano e la doppia verifica
Al Quirinale spetta verificare se una legge ordinaria, regolarmente approvata dal Parlamento, presenti profili di evidente incostituzionalità. La responsabilità degli effetti specifici di una qualsiasi legge è responsabilità politica, spetta quindi all’esecutivo, e non a chi la promulga che è politicamente irresponsabile, secondo il dettato costituzionale, proprio perché sia sottratto a valutazioni di merito e di efficacia. L’accenno a un esame del testo preventivo, che preceda l’approvazione definitiva, potrebbe sembrare un intervento presidenziale nell’iter legislativo che costituirebbe ovviamente una forzatura.
Normalmente in casi controversi dal punto di vista politico Napolitano esercita una azione persuasiva, tendente a cercare punti di intesa possibili, ma in questo caso la scelta ostruzionistica delle opposizioni – sommata al violento ostruzionismo extraparlamentare fomentato in molti casi da una buona parte degli avversari del Cav. presenti nello stesso Parlamento – ha bloccato questa possibilità. Forse anche per questa ragione le parole di Napolitano vengono interpretate come una sorta di interferenza addirittura ostativa al completamento dell’iter parlamentare della legge. Va detto, peraltro, che interpretazioni analoghe in passato non hanno trovato conferma nei fatti. E che una qualche attenzione alla cultura golpista in emersione sarebbe saggia.